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Si rende noto che al seguente link è disponibile la documentazione relativa al “Bando Voucher Digitali T4.0 – anno 2022” con il quale la Camera di Commercio di Alessandria-Asti promuove il sostegno alle imprese attraverso un contributo a fondo perduto (voucher) per investimenti, già realizzati al momento della presentazione della domanda, di innovazione digitale/Tecnologica T4.0 anche finalizzate ad approcci green oriented volti a sostenere la transizione ecologica del tessuto produttivo.

Beneficiarie della misura, erogata in forma di voucher di importo non superiore a 5.000 euro, sono le microimprese, le piccole imprese e le medie imprese aventi sede legale e/o unità locali nella circoscrizione territoriale alla quale si riferisce il bando. Per presentare domanda, le imprese dovranno, inoltre, essere attive ed in regola con l’iscrizione al Registro delle Imprese ed il pagamento del diritto annuale.

Gli interventi di innovazione dovranno riguardare almeno una tecnologia dell’Elenco di seguito riportato – inclusa la pianificazione o progettazione:

a) robotica avanzata e collaborativa;
b) interfaccia uomo-macchina;
c) manifattura additiva e stampa 3D;
d) prototipazione rapida;
e) internet delle cose e delle macchine;
f) cloud, High Performance Computing – HPC, fog e quantum computing;
g) cyber security e business continuity;
h) big data e analytics;
i) intelligenza artificiale;
j) blockchain;
k) soluzioni tecnologiche per la navigazione immersiva, interattiva e partecipativa (realtà aumentata, realtà virtuale e ricostruzioni 3D);
l) simulazione e sistemi cyberfisici;
m) integrazione verticale e orizzontale;
n) soluzioni tecnologiche digitali di filiera per l’ottimizzazione della supply chain;
o) soluzioni tecnologiche per la gestione e il coordinamento dei processi aziendali con elevate caratteristiche di integrazione delle attività (ad es.: ERP, MES, PLM, PDM, SCM, incluse le                     tecnologie di tracciamento, ad es. RFID, barcode, etc);
p) soluzioni tecnologiche digitali per l’automazione del sistema produttivo;
q) sistemi fintech;
r) sistemi EDI, electronic data interchange;
s) sistemi e soluzioni per la geolocalizzazione;
t) soluzioni tecnologiche per l’in-store customer experience;
u) system integration applicata all’automazione dei processi;
v) tecnologie della Next Production Revolution (NPR);
w) soluzioni digitali e tecnologiche per la transizione ecologica e l’economia circolare.

 

Si evidenzia che i termini per la presentazione sono dal 19/05/2022 al 31/12/2022 con modalità telematica tramite Webtelemaco e firma digitale.

 

UFFICIO CATEGORIE

Orario Uffici:

lunedì, mercoledì, venerdì dalle ore 8.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 16.30

martedì, giovedì dalle ore 8.30 alle ore 12.30, pomeriggio chiuso

PER LA CONSEGNA DEI DOCUMENTI SI OSSERVANO LE SEGUENTI MODALITÀ:

  1. IN BUSTA CHIUSA PRESSO GLI UFFICI DI ASTI O RECAPITI DI ZONA negli orari di apertura al pubblico degli uffici (scarica il file);
  2. TRAMITE MAIL al seguente indirizzo caaf@confartigianatoasti.com  o agli indirizzi e-mail delle operatrici del nostro sportello (scarica il file);
  3. TRAMITE PERSONALCAF 2.0  (se registrati)

ELENCO DOCUMENTI NECESSARI PER LA COMPILAZIONE DEL MOD. 730 scarica il file

I SERVIZI CHE EROGA IL CAAF DI CONFARTIGIANTO ASTI scarica il file 

Per ogni ulteriore informazione contattare i nostri uffici al 0141/596281 -82 -83- 89.

 

Ancora una barriera burocratica nella travagliata storia degli ecobonus. Con l’emendamento al DL Crisi Ucraina approvato nella notte il Parlamento si assume la grave responsabilità di escludere circa l’80% di micro e piccole imprese dal mercato della riqualificazione edilizia introducendo nuove e incomprensibili barriere burocratiche.
Confartigianato Asti stigmatizza l’estensione dell’obbligo di qualificazione SOA per lavori legati agli ecobonus di importo superiore ai 516 mila euro a partire dal primo gennaio 2023.

Pur nella riformulazione del provvedimento che ne attenua l’impatto, riteniamo pur avendo cercato in ogni modo  nel fine settimana scorso come Organizzazioni dell’Artigianato per convincere i parlamentari sulla inopportunità della norma, quanto approvato – sottolinea Confartigianato Asti – costituisce un principio inaccettabile, che esclude di fatto dai lavori di riqualificazione le imprese che non lavorano per gli appalti pubblici ed estende al settore privato un sistema pensato per i lavori pubblici, che nulla ha a che fare con la qualificazione delle imprese.

Servirebbe, piuttosto, una legge che riconosca il profilo professionale ed i requisiti delle imprese edili. Sappiamo peraltro che anche nel pubblico le SOA non hanno dimostrato particolare efficacia e non hanno alcuna utilità nel contrasto delle frodi.

Unico effetto della norma- conclude Confartigianato Asti- sarà l’ennesimo rallentamento dell’esecuzione dei lavori, già fortemente condizionato dal susseguirsi di correzioni legislative che dallo scorso novembre, hanno di fatto  bloccato i cantieri e creato nell’utenza dubbi e preoccupazioni, con il risultato che molte piccole imprese rischiano di non essere in grado di garantire la propria esistenza e i livelli occupazionali, che proprio grazie a tali agevolazioni dopo anni di crisi del settore stavano aiutando a lasciarsi alle spalle le difficoltà.

Si è concluso ieri lunedì 8 maggio la due giorni del Meeting formativo Donne Impresa 2022, il primo dopo la pandemia e in presenza, con grande soddisfazione delle partecipante e con l’entusiasmo di essersi ritrovate per condividere le loro esperienze. Il meeting dal titolo “Donne, Impresa, Credito… Prospettive di crescita” e si è tenuto a Verona nelle giornate dell’8 e 9 maggio presso la Villa Quaranta Tommasi Wine Hotel & SPA. La scelta di focalizzare il meeting sul tema dell’educazione finanziaria delle imprenditrici nasce dall’esigenza emersa dai territori e dalla consapevolezza che, nel perseguimento dell’empowerment femminile, la stessa ricopre un ruolo strategico. A tal proposito le sessioni formative sono state organizzate in partnership con Banca d’Italia, che si è avvalsa di suoi esperti formatori, e con Global Thinking Foundation e con la straordinaria partecipazione della sua Presidente Claudia Segre.

DONNE IMPRESA – L’educazione finanziaria al centro del meeting formativo delle imprenditrici di Confartigianato leggi l’articolo.

La foto della delegazione del Piemonte con la Presidente del Movimento Donne Impresa Daniela Biolatto, la Presidente Regionale Sara Origlia e la Presidente di Asti Anna Oliva

Allarme Confartigianato: nel ‘sommerso’ 3,2 mln di irregolari. 1 milione di abusivi minacciano 710.000 imprenditori.

Al via campagna nazionale anti-abusivismo

3,2 milioni di pericolosi fantasmisi aggirano per l’Italia: sono i lavoratori irregolari e gli operatori abusivi che popolano il sommerso, quel mondo parallelo che ‘vale’ 202,9 miliardi di euro e rappresenta l’11,3% del Pil e il 12,6% del valore aggiunto, in cui non esistono regole e che produce danni ingenti alle imprese, alla sicurezza dei consumatori, alle casse dello Stato.

Per numero di ‘occupati’, 3,2 milioni di irregolari, il sommerso è il terzo settore più numeroso dell’economia italiana, preceduto dai servizi, che contano 16,3 milioni di addetti, e dal manifatturiero (4 milioni di addetti).

A denunciare le cifre del fenomeno è uno studio di Confartigianato che lancia l’allarme sulla minaccia del sommerso per le attività dei piccoli imprenditori. Sono infatti 709.959 le aziende italiane maggiormente esposte alla concorrenza sleale ad opera di 1 milione di operatori abusivi che si spacciano per imprenditori, ma che di regolare non hanno nulla. E’ irregolare il 14% dei soggetti che svolgono attività indipendente e questa quota è aumentata d 0,6 punti percentuali rispetto al 2011.

In particolare, i rischi maggiori di infiltrazione abusiva li corrono 587.523 imprese artigiane, soprattutto nei settori dell’edilizia, dell’acconciatura ed estetica, dell’autoriparazione, dell’impiantistica, della riparazione di beni personali e per la casa, del trasporto taxi, della cura del verde, della comunicazione, dei traslochi.

Abusivismo  e   lavoro   sommerso   non   risparmiano   nessuna   regione   d’Italia,   ma il Mezzogiorno ha il record negativo con il tasso di lavoro irregolare sull’occupazione totale pari al 17,5%, mentre il Centro Nord si attesta sul 10,7% e il Nord Est si ferma al 9,2%.  Maglia nera per la Calabria, dove non è regolare un quinto (21,5%) degli occupati della regione, seguita da Campania (18,7%), Sicilia (18,5%), Puglia (15,9%), Molise (15,8%) e Sardegna (15,3%). Il tasso più basso di lavoro irregolare sul totale degli occupati (8,4%) si registra nella Provincia autonoma di Bolzano.

Ma – secondo le stime contenute nell’analisi di Confartigianato – è nel Nord che si annida il maggior numero di abusivi che si fingono imprenditori. La classifica regionale vede infatti in testa la Lombardia dove l’economia sommersa ne ‘arruola’ 130.800. Seguono la Campania (121.200), il Lazio (111.500), Sicilia (95.600) e Puglia (78.100). A livello provinciale, Roma batte tutti con 84.000 abusivi, seguita da Napoli (59.500), Milano (47.400), Torino (30.600), Salerno (26.100).

Il Presidente di Confartigianato Marco Granelli chiede “tolleranza zero per un fenomeno che sottrae lavoro e reddito ai piccoli imprenditori e risorse finanziarie allo Stato, oltre a minacciare la sicurezza e la salute dei consumatori”.

Confartigianato ha lanciato oggi una campagna nazionale di informazione contro l’abusivismo dal titolo ‘Occhio ai furbi! Mettetevi solo in buone mani’. Tre gli obiettivi dell’iniziativa: mettere in guardia i consumatori dal rischio di cadere nelle mani di operatori improvvisati, valorizzare qualità, durata, rispetto delle norme, convenienza e sicurezza del lavoro dei veri artigiani, richiamare le Autorità ad un’azione di controllo e repressione e di contrasto all’evasione fiscale e contributiva.

allegati:

Il Consiglio dei Ministri ha approvato nella giornata di ieri due decreti-legge, uno in materia di accise e IVA sui carburanti (già in vigore e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di ieri), l’altro in materia di energia e investimenti per le imprese, in attesa di pubblicazione.

Il DL energia e investimenti (del quale è attualmente disponibile una prima bozza incompleta) è un provvedimento corposo che interviene, tra l’altro, in materia di: energia, misure a sostegno della liquidità delle imprese e dell’attrazione degli investimenti, lavoro con misure per lavoratori e pensionati contro l’inflazione.

Il testo recepisce alcune importanti richieste confederali:

  • superbonus: proroga al 30 settembre 2022 della realizzazione di almeno il 30% dell’intervento complessivo sulle unità immobiliari unifamiliari affinché i costi sostenuti entro il 31 dicembre 2022 possano beneficiare della misura (art. 14). Per sbloccare il mercato dei bonus edilizi, durante l’iter di conversione in legge del provvedimento, occorrerà prevedere la possibilità di effettuare la cessione da parte delle banche ai propri correntisti senza dover attendere l’esaurimento del numero delle cessioni ammesse;
  • incremento dal 20% al 25% del credito d’imposta per l’acquisto di gas riconosciuto per il secondo trimestre 2022 alle imprese diverse da quelle a forte consumo di gas (art. 2, comma 1);
  • incremento dal 12% al 15% del credito d’imposta per l’acquisto di energia riconosciuto per il secondo trimestre 2022 alle imprese dotate di contatori di energia elettrica di potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW, diverse dalle imprese a forte consumo di energia elettrica (art. 2, comma 3);
  • riconoscimento di un credito d’imposta per gli autotrasportatori nella misura del 28% della spesa sostenuta nel primo trimestre dell’anno 2022 per l’acquisto del gasolio utilizzato in veicoli di peso superiore a 7,5 tonnellate, di categoria euro 5 o superiore (art. 3).

Tra le altre misure positive per le imprese vi segnalo:

  • l’incremento per il 2022 del credito d’imposta transizione 0, in continuità con il beneficio previsto per il 2021, che consente alle imprese di continuare a investire in tecnologia, rafforzando la capacità del nostro sistema produttivo di competere sui mercati internazionali (art. 20);
  • l’incremento delle aliquote per il credito d’imposta formazione 0, di cui alla legge n. 160/2019, e relativo alle spese di formazione del personale dipendente finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze tecnologiche, che sono aumentate dal 50 al 70% per le piccole imprese e dal 40 al 50% per le medie imprese (art. 21);
  • il potenziamento del sistema delle garanzie pubbliche sia con riferimento a SACE sia al Fondo centrale di garanzia e la costituzione di un fondo di 200 milioni per il sostegno alle imprese danneggiate dalla crisi ucraina (artt. 15- 18);
  • nuove risorse per fronteggiare l’aumento dei prezzi negli appalti pubblici. Per consentire la prosecuzione della realizzazione delle opere pubbliche e stimolare la partecipazione alle nuove gare, si introducono misure per fronteggiare il caro-materiali e l’aumento dei prezzi dei carburanti e dell’energia. Sono stanziati complessivamente 3 miliardi di euro per il 2022, 2,55 miliardi per il 2023 e 1,5 miliardi dal 2024 al 2026 (art. 25).

Segnaliamo, inoltre, la misura del c.d. “bonus anti inflazione” che – secondo quanto riportato nel comunicato stampa del Governo – dovrebbe prevedere il riconoscimento di un assegno per lavoratori e pensionati con reddito inferiore a 35.000 euro, al fine di contribuire alle difficoltà connesse al caro prezzi. La Confederazione si è attivata per chiedere che la misura sia estesa anche ai lavoratori autonomi. Nel testo del provvedimento attualmente disponibile non sono tuttavia descritti i dettagli della misura (artt. 30 e 31).

Seguiranno aggiornamenti non appena saranno disponibili i testi definitivi.

Il decreto-legge sull’attuazione del PNRR (n. 36/22) – c.d. “PNRR 2” – è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 30 aprile ed è entrato in vigore nella giornata di ieri, 1° maggio.

Il provvedimento contiene numerose disposizioni vòlte a facilitare l’attuazione del decreto n. 152/2021, convertito dalla legge n. 233/2021, ha previsto un’apposita previsione sanzionatoria per la mancata osservanza dell’obbligo suddetto a decorrere dal 1° gennaio 2023. L’articolo 18 del provvedimento in parola anticipa al 1° giugno 2022 la citata scadenza.

 Il decreto, inoltre, estende, dal 1° luglio 2022, l’obbligo di fatturazione elettronica ai soggetti forfetari, con una apprezzabile attenzione alle imprese fino a 25.000 euro di ricavi per le quali l’avvio è ritardato al 1° gennaio 2024. In sede di discussione parlamentare la Confederazione proporrà di posticipare al 1° gennaio 2023 la partenza del nuovo adempimento, in ragione del breve tempo a disposizione delle imprese per adeguare i propri comportamenti (poco più di due mesi alla data di avvio dell’obbligo) e anche per evitare di ‘spezzare’ il periodo d’imposta in due tronconi, sei mesi con fatture cartacee e altrettanti con fatture elettroniche.

Inoltre, l’estensione dell’obbligo deve portare a significative semplificazioni degli adempimenti fiscali a carico delle imprese a fronte della possibilità per l’Amministrazione finanziaria di conoscere, in tempo reale, i comportamenti dei contribuenti, per quanto riguarda sia le vendite sia gli acquisti.

In particolare, Confartigianato proporrà di abrogare il sistema del reverse charge in edilizia e quello dello split payment, di ridurre la ritenuta sui bonifici bancari relativi a spese che danno diritto a detrazioni, di eliminare l’obbligo di trasmissione delle liquidazioni periodiche IVA e innalzare il limite di compensazione dei crediti fiscali in assenza di visto.

LAVORO

 Istituzione del Portale nazionale del sommerso (art. 19)

Con lo scopo di programmare efficacemente l’attività ispettiva e di monitorare il fenomeno del lavoro sommerso, viene istituito il “Portale nazionale del sommerso”, che sarà gestito dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro.

Nel Portale, che andrà a sostituire e integrare le banche dati esistenti, confluiranno le risultanze dell’attività ispettiva svolta dall’INL, dall’INPS, dall’INAIL nonché da parte dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.

In particolare, nella nuova banca dati verranno condivisi non solo i verbali ispettivi ma anche ogni altro provvedimento conseguente l’attività di vigilanza, compresi gli atti relativi a eventuali contenziosi instaurati.

AMBIENTE ED EFFICIENTAMENTO ENERGETICO

 Potenziamento del sistema di monitoraggio dell’efficientamento energetico attraverso le misure di Ecobonus e Sismabonus e governance dell’ENEA (art. 24)

In relazione agli obiettivi fissati all’interno del PNRR in relazione al Superbonus, la norma prevede il potenziamento del monitoraggio della misura da parte di ENEA, per il tramite del portale dedicato alla presentazione dei progetti finanziati a valere sul Superbonus. La disposizione prevede che, analogamente a quanto avviene per il Bonus Casa per gli interventi di riqualificazione energetica, ENEA raccolga le informazioni utili alla quantificazione dei risparmi energetici, nonché al monitoraggio degli interventi di natura antisismica. La norma, inoltre, interviene sulla governance dell’ENEA prevendendo una razionalizzazione al fine di assicurare un elevato livello di prestazione e di valutazione delle attività svolte.

Obiettivi del Programma nazionale di gestione dei rifiuti (art. 25)

La norma interviene armonizzando i livelli di competenza istituzionale statale e regionale in ordine alla gestione delle macerie derivanti da eventi calamitosi, al fine di superare la criticità relativa al “piano di gestione delle macerie” impropriamente inserito tra gli elementi contenuti nel Programma nazionale di gestione dei rifiuti. In tale contesto, la norma inserisce, nell’ambito delle competenze regionali (articolo 199 del decreto legislativo n. 152 del 2006), una disposizione finalizzata all’inserimento tra gli elaborati del piano di gestione dei rifiuti anche quello di gestione delle macerie e dei materiali derivanti dal crollo e dalla demolizione di edifici e infrastrutture a seguito di un evento sismico.

Supporto tecnico operativo per le misure attuative del Piano nazionale di ripresa e resilienza di competenza del Ministero della transizione ecologica (art. 26)

La norma prevede il rafforzamento delle competenze del MITE in materia di interventi legati alla transizione green di derivazione diretta del PNRR, al fine di consentire il raggiungimento degli obiettivi previsti e l’efficace attuazione degli investimenti e delle riforme da conseguire entro il 30 giugno 2026.

Istituzione del Sistema nazionale prevenzione salute dai rischi ambientali e climatici (art. 27)

La norma, che non ha effetti di ricaduta diretta sulle imprese, prevede l’istituzione del Sistema Nazionale Prevenzione Salute dai rischi ambientali e climatici (SNPS), con l’obiettivo di realizzare un sistema di governance del settore, allo scopo di migliorare e armonizzare le politiche e le strategie messe in atto dal Servizio sanitario nazionale per la prevenzione, il controllo e la cura delle malattie acute e croniche, trasmissibili e non trasmissibili, associate a rischi ambientali e climatici.

ALTRE DISPOSIZIONI DI INTERESSE

 Rafforzamento del sistema di certificazione della parità di genere (art. 34)

La disposizione armonizza la disciplina del Codice dei contratti pubblici (d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50) con lo specifico obiettivo del PNRR, introducendo un sistema di certificazione della parità di genere. In particolare, la lettera a) modifica il comma 7 dell’art. 93, concernente le garanzie per la partecipazione alle procedure di gara, inserendo, quale ulteriore ipotesi di riduzione della cd. “garanzia provvisoria” (cauzione o fideiussione, a scelta dell’offerente, nella misura del 2% del prezzo base indicato nel bando o nell’avviso), il possesso della certificazione della parità di genere.

La lettera b), al contempo, interviene sui criteri di aggiudicazione degli appalti, declinati all’art. 95 del medesimo Codice dei contratti pubblici, prevedendo la possibilità di introdurre nei bandi di gara, negli avvisi o negli inviti criteri premiali applicabili alla valutazione delle offerte. La modifica va, in particolare, a integrare la norma sull’attribuzione di un maggior punteggio per l’offerta concernente beni, lavori o servizi che presentano un minore impatto sulla salute e sull’ambiente, ivi compresi i beni o i prodotti da filiera corta o a chilometro zero. Con essa si estende tale premialità anche ai casi di offerte di operatori economici che dimostrino l’adozione di politiche tese al raggiungimento della parità di genere, comprovata dal possesso della già ricordata certificazione di cui all’art. 46-bis del d.lgs. n. 198/2006.

 Disposizioni in materia di ZES e ZLS (art. 37)

In relazione alla costituzione delle ZES si prevede la definizione di una procedura semplificata di revisione del perimetro delle aree individuate. Con riferimento al credito di imposta si chiarisce che vi rientrano i terreni e si precisa che nel concetto di acquisto di immobili sono ricompresi l’acquisizione, l’ampliamento e la realizzazione degli immobili strumentali agli investimenti eseguiti anche non cumulativamente. Vengono infine stanziati ulteriori 250 milioni di euro per i contratti di sviluppo.

Garanzie per i finanziamenti nel settore turistico (art. 39)

La norma integra il Comitato di Gestione del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, di cui all’articolo 2, comma 100, lett. a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, con un membro designato dal Ministero del turismo e con un rappresentante delle organizzazioni nazionali maggiormente rappresentative delle imprese turistiche.

Modifiche al Codice della crisi d’impresa (art. 42)

La norma proroga l’entrata in vigore del Codice della crisi d’impresa al 15 luglio 2022 (anziché al 16 maggio) visto che è in corso di definizione il decreto legislativo di modifica del Codice stesso (lo schema è attualmente all’esame del Parlamento).

Si anticipa alla stessa data del 15 luglio 2022 l’entrata in vigore del titolo II (relativo alla composizione negoziata della crisi, al concordato semplificato e alle segnalazioni per l’emersione anticipata della crisi) che inizialmente era prevista per il 31 dicembre 2023.

Il Ministero del Lavoro, il Ministero della Salute,  dello Sviluppo economico e  l’INAIL,  hanno  chiesto  alle  Parti  sociali  di continuare ad assumere un atteggiamento prudenziale e di massima cautela, orientando quindi verso il mantenimento delle misure di prevenzione del rischio da infezione da Sars Covid-19, previste dai Protocolli, a partire dall’obbligo di indossare la mascherina nei casi di condivisione degli ambienti di lavoro.

I  rappresentanti  di  tutte  le  Organizzazioni  convenute,  nei  propri interventi, hanno evidenziato, pur con sfumature ed accenti differenti, l’opportunità di mantenere operativi i Protocolli, al netto comunque di alcuni minimi aggiornamenti legislativi, resi necessari dall’evoluzione normativa

La nostra posizione e quella delle altre Confederazioni datoriali è evidentemente motivata anche dall’esigenza di tutelare i datori di lavoro dalle responsabilità civili e penali derivanti in caso di contagio da Covid-19 nei luoghi di lavoro. Come noto, infatti, i principi e la legislazione vigente in materia di salute e sicurezza sul lavoro impongono ai datori di lavoro di applicare in azienda la massima sicurezza tecnologicamente fattibile. E le mascherine  sono  considerate  a  tutti  gli  effetti  dispositivi  di  protezione individuale (DPI).

Si  precisa quindi  che  le  posizioni  di  unanime  condivisione, espresse dalle Parti sociali,  verranno  formalizzate in un verbale d’incontro, che verrà sottoscritto dai Ministeri e dagli Enti preposti, sostanziano una ufficiale presa d’atto della volontà delle rappresentanze del mondo produttivo di “estensione” dell’efficacia dei Protocolli, nelle imprese private, sino al 30 giugno prossimo.

Prima di tale data è programmato un ulteriore incontro, finalizzato da un lato a fare il punto sull’evoluzione della pandemia (ed in particolare sui luoghi di lavoro) e dall’altro a presentare una versione aggiornata dei testi dei Protocolli, per la successiva formale approvazione da parte delle Organizzazioni sindacali e datoriali, anche a seguito di una revisione tecnica e legislativa a cura dell’INAIL e dei Ministeri della Salute e del Lavoro.