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Mercoledì 29 aprile ore 17:00 presso Palazzo Mazzetti in Corso Vittorio Alfieri, 357 ad Asti si terrà l’inaugurazione della mostra “L’Arte del tessuto, il tessuto nell’Arte” l’iniziativa curata dalla Presidente Regionale della Moda di Confartigianato Piemonte  Samantha Panza e del Presidente di Asti Musei Francesco Antonio Lepore ha riscosso molto interesse da parte delle imprese associate al Sistema Confartigianato Piemonte (Asti 10, Piemonte Orientale 1, Cuneo 3,Torino 1, Alessandria 2, Biella 1). Lo scorso mercoledì 15 aprile, in concomitanza per celebrare la Giornata Nazionale del Made in Italy, si è tenuta ad Asti presso Palazzo Mazzetti e realizzata dalla Fondazione Asti Musei, Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, Regione Piemonte, Città di Asti e la collaborazione IIS Castigliano la conferenza stampa di presentazione della mostra, durante la quale si è proceduto a rendere note le finalità e i contenuti della mostra.

L’inaugurazione della mostra vedrà la partecipazione delle cariche istituzionali di Confartigianato Imprese Piemonte e Fondazione Asti Musei, in quanto ideatori e organizzatori della mostra. Interverranno inoltre, in rappresentanza delle Istituzioni partner del progetto, l’Assessore Andrea Tronzano per la Regione Piemonte e l’Ing. Vincenzo Zezza in rappresentanza del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

In seguito, si procederà al formale momento del taglio del nastro per dare ufficialmente inizio alla mostra “L’Arte del tessuto, il tessuto nell’Arte”. La mostra, visitabile dal 29 aprile al 7 settembre 2026.

Ieri mercoledì 8 aprile 2026, alle ore 11.30, presso l’I.I.S. “A. Castigliano” di Asti, è stata inaugurata la mostra fotografica documentaria dell’Associazione nazionale Toponomastica femminile “Le MADRI della Costituzione della Repubblica Italia” in occasione dell’ottantesimo anniversario del voto delle donne. Una delegazione del Movimento Donne Impresa e dei Giovani Imprenditori di Confartigianato Asti ha presenziato all’ evento inaugurale dell’esposizione della mostra” a cui ha presenziato il Sindaco di Asti Maurizio Rasero e l’Assessore alla Cultura Paride Candelaresi con il simbolico taglio del nastro.

La mostra è stata realizzata in collaborazione con la Consulta femminile regionale e l’associazione Toponomastica Femminile, è composta da 15 pannelli con immagini e testi. Vengono presentate le targhe stradali con cui, in tutta Italia, sono ricordate le 21 donne che hanno partecipato tra il 1946 e il 1948, all’Assemblea costituente (composta complessivamente da 556 deputati).

È un progetto di vera buona scuola che ha reso alle 21 deputate elette all’Assemblea costituente il riconoscimento del loro fondamentale contributo alla Costituzione Italiana che ha cambiato la storia italiana e della storia dei diritti delle donne.

La mostra sarà visitabile, gratuitamente, dall’8 al 21 aprile 2026, in orario scolastico e su prenotazione, presso la sede dell’I.I.S. “A. Castigliano”, Via Martorelli n. 1, Asti, mentre sarà invece dal 24 aprile 2026 al 6 maggio 2026, presso la sede dell’I.I.S. Andriano di Castelnuovo Don Bosco.

Allarme Confartigianato: “76mila artigiani del settore alimentare sfidano
aumento prezzi ingredienti e energia e carenza di personale”

Sulle tavole pasquali trionfa la tradizione delle specialità alimentari prodotte e servite da 76mila imprese artigiane. Non soltanto dolci, sfornati da 37mila artigiani, ma anche le eccellenze tipiche dei territori italiani, ben 5.717, con 330 prodotti che si fregiano dei marchi DOP, IGP e STG. Però, quest’anno, su produzione e consumi alimentari pasquali incombono i rincari di materie prime ed energia e la carenza di manodopera specializzata.
È l’allarme lanciato da Confartigianato che evidenzia i pesanti aumenti registrati dagli ingredienti fondamentali soprattutto per il settore dolciario. Nell’ultimo anno le imprese hanno dovuto fronteggiare rincari del 17% per il cacao in polvere, del 12,9% per il caffè e del 6,8% per il cioccolato.
A queste pressioni si aggiunge l’escalation dei costi energetici: tra febbraio e marzo, l’indice di prezzo del gas è aumentato del 48% e il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica è cresciuto del 25,3%.
Le imprese devono anche fare i conti con la carenza di pasticcieri, gelatai, panettieri, pastai, conservieri artigianali: nel 2025, su 28.610 assunzioni previste, ben 16.010 (pari al 56%) sono risultate difficili da reperire. In particolare, le imprese italiane hanno cercato 14.520 panettieri e pastai artigianali, di cui 9.820, pari al 67,6%, sono stati di difficile reperimento. E su 14.090 pasticcieri, gelatai e conservieri artigianali ben 6.190, pari al 43,9%, sono stati difficili da assumere.
Secondo l’analisi di Confartigianato, a livello regionale, il primato negativo per numero di pasticcieri, gelatai, panettieri, pastai, conservieri artigianali difficili da reperire spetta all’Emilia-Romagna: le imprese della regione segnalano la difficoltà di coprire ben 2.140 posizioni, una cifra che rappresenta il 74,6% del fabbisogno della regione. Segue per numero di lavoratori mancanti la Puglia, con 1.840 posizioni (47,2% del totale richiesto). Al terzo posto si colloca la Sicilia, con 1.670 lavoratori difficili da assumere (il 53,4% delle entrate previste), tallonata dalla Campania che registra 1.610 unità di difficile reperimento (incidenza del 40,1%). In Lombardia le imprese hanno difficoltà a trovare 1.400 lavoratori (55,1%), mentre nel Lazio la carenza riguarda 1.150 lavoratori, con un tasso di difficoltà che raggiunge il 68,9%. Proseguendo nella classifica dei valori assoluti, troviamo il Veneto con 980 lavoratori (65,8%) e la Toscana, dove la ricerca è difficile per 960 artigiani (55,2%).
Nel Mezzogiorno spicca la Calabria con 730 posti difficili da reperire (56,2%), seguita dall’Abruzzo che, pur con numeri assoluti inferiori (670 unità), presenta un mismatch allarmante pari al 72%. Quasi identico il dato del Piemonte e Valle d’Aosta, dove rispondono tardi all’appello 660 lavoratori, ma con l’aggravante della percentuale di difficoltà più alta d’Italia: il 78,6%. La Sardegna evidenzia 560 lavoratori difficili da reperire (65,1%). Seguono la Liguria (340 unità, 47,9%), le Marche (320 unità, 38,6%), il Trentino-Alto Adige (280 unità, 60,9%), l’Umbria (230 unità, 65,7%) e la Basilicata (230 unità, 56,1%). Chiudono la rassegna il Friuli-Venezia Giulia, con 200 lavoratori mancanti (66,7%) e il Molise, che con 120 lavoratori difficili da assumere registra comunque una difficoltà di reperimento pari al 42,9%.
“Nonostante le difficoltà – sottolinea il Presidente di Confartigianato Alimentazione Cristiano Gaggion – il settore alimentare artigiano si conferma uno dei simboli della tradizione italiana, capace di coniugare qualità, identità territoriale e innovazione. Un patrimonio economico e culturale che, proprio nei momenti di maggiore consumo come la Pasqua, dimostra tutta la sua centralità, ma che richiede attenzione per affrontare le sfide legate ai costi e alla disponibilità di competenze”.

Roma, aprile 2026

C’è una data che segna il confine tra l’ambiguità e la trasparenza per migliaia di imprese e milioni di consumatori: il 7 aprile 2026. Da quel giorno, grazie a una battaglia vinta con determinazione da Confartigianato, i termini ‘artigianato’ e ‘artigianale’ non potranno più essere usati con leggerezza o, peggio, in modo ingannevole.

Infatti, la Legge annuale PMI, in vigore appunto da 7 aprile, introduce una stretta sull’uso delle denominazioni “artigianato” e “artigianale”. L’utilizzo è riservato esclusivamente alle imprese artigiane iscritte all’Albo, con sanzioni fino all’1% del fatturato (minimo 25.000€) per chi usa il termine in modo improprio.

La nuova Legge annuale per le PMI ha così finalmente colmato una lacuna normativa che per decenni ha generato incertezza sul mercato. Il principio ora è scolpito nella norma: l’uso delle denominazioni “artigianato” e ‘artigianale’ è consentito esclusivamente alle imprese in possesso della qualifica artigiana ai sensi della legge vigente.

“Fine della concorrenza sleale: vince l’autentica eccellenza dell’artigianato made in Italy”. Questo il commento del Presidente di Confartigianato Marco Granelli secondo il quale “questa norma riconosce finalmente il valore autentico dei prodotti artigiani e tutela i consumatori che dal 7 aprile avranno la certezza legale che ciò che acquistano come ‘artigiano’ sia effettivamente frutto del lavoro, dell’ingegno e della passione dei nostri imprenditori”.

La novità ha una portata rivoluzionaria per i settori simbolo della manifattura italiana come, ad esempio, l’alimentare, la moda, l’artigianato artistico e tradizionale. In sostanza, si chiude l’era dei ‘furbetti’ che utilizzano il prestigio del termine “artigianato” senza averne titolo.

Per garantire che la legge non resti lettera morta, il legislatore ha introdotto un regime sanzionatorio estremamente severo, pensato per scoraggiare qualsiasi tentativo di abuso. Per ogni violazione commessa nell’uso improprio della denominazione, è prevista una sanzione minima di 25.000 euro.

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Confartigianato Asti dà il via alla Campagna di Tesseramento 2026, rilanciando il valore dell’’Intelligenza artigiana’ sinonimo di ‘Intelligenza creativa’, un binomio che racconta la capacità degli imprenditori di dare forma alle idee, trasformandole in prodotti e servizi unici, espressione di eccellenza, ingegno e passione.

La creatività è il filo che unisce tradizione e innovazione, radici e futuro. È ciò che rende ogni impresa artigiana un laboratorio di autenticità e cambiamento, dove si custodiscono antichi mestieri e si sperimentano nuove tecnologie. È questa sinergia che fa dell’artigianato uno dei pilastri del made in Italy, simbolo nel mondo di qualità e bellezza.

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