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Tassa sui condizionatori. Facciamo chiarezza.

Non è assolutamente una tassa, precisa il presidente provinciale degli installatori frigoristi Massimo Chiusano della Confartigianato di Asti. Lo chiarisce il Ministero dello Sviluppo economico con una nota stampa di ieri giovedì 23 luglio.

L’Italia ha introdotto a partire dal 2013, al fine di adeguarsi a diverse direttive europee, prescrizioni per il miglioramento dell’efficienza energetica nella climatizzazione invernale ed estiva per tutelare l’ecosistema e favorire risparmio economico e competitività.

Le prescrizioni, che riguardano nello specifico gli impianti di climatizzazione estiva sopra i 12 kilowatt, prevedono la redazione di un libretto di impianto ,controlli specifici periodici di rendimento energetico e di eventuali perdite di refrigeranti che sono ritenuti nocivi per l’ambiente.

I costi per l’adempimento di tali obblighi sono influenzati sicuramente dagli oneri di gestione che i professionisti installatori e/o manutentori devono sostenere obbligatoriamente, in base al recepimento di differenti normative europee, per poter essere abilitati a tali verifiche e controlli. Tali oneri di gestione prevedono un abilitazione di personale iniziale e un mantenimento annuale oltre a prevedere l’impiego di personale specifico per la redazione dei nuovi libretti di impianto di climatizzazione invernale ed estiva. Senza tralasciare la formazione obbligatoria specifica annuale richiesta per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili quali le pompe di calore presenti oramai nella maggior parte degli impianti di climatizzazione.

L’obbligo di tenere un libretto e di controllare il sistema , andando incontro inevitabilmente ad una spesa, riguarda però solo sistemi di climatizzazione con potenza nominale minima di 12 kilowatt, equivalenti a circa 42000 BTU: siamo davanti quindi a un sistema non certo familiare, ma a sistemi più complessi composti da almeno 4 o 5 unità con ambienti superiori a 200 mq.

La nostra Associazione, conclude Massimo Chiusano è disponibile, qualora le associazioni dei consumatori lo ritenessero,  ad aprire un confronto nel quale si potrà sicuramente fare maggiore chiarezza e fornire corrette informazioni al cittadino. La prima informazione da trasmettere è sicuramente quella che il consumatore, prima di affidare l’installazione e/o la manutenzione del proprio impianto a terzi, deve verificare preventivamente che tali soggetti siano in possesso delle abilitazioni necessarie onde evitare di incorrere nelle sanzioni previste dalle normative vigenti.